Glossario

ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene)

Sigla che indica resine sintetiche di elevata resistenza impiegate in vari settori(es. elettrodomestici, telefonia, giocattoli). L'ABS si ottiene polimerizzando lo stirene in presenza di acrilonitrile e butadiene.

Additivo

Sostanza che viene aggiunta in piccole quantità per migliorare o mantenere nel tempo le prestazioni dei prodotti (in particolare prodotti a comportamento e formulazioni) e dei materiali (ad es. le materie plastiche e le gomme) ai quali viene addizionato.

Affioramento del lubrificante

Si tratta di un trasudamento indistinto, irregolare e untuoso sulla superficie di un manufatto.

Agente Antistatico

Gli agenti antistatici sono sostanze idrofile che diminuiscono la resistenza superficiale delle materie plastiche impedendo l'attrazione della polvere od altri inconvenienti causati dalla carica elettrostatica dovuta all'attrito. L'effetto degli agenti antistatici "temporanei", che migrano cioè in superficie, è limitato nel tempo. Gli agenti antistatici "incorporati" mantengono il loro effetto nel tempo.

Agente di distacco dallo stampo

Nello stampaggio ad iniezione, è un lubrificante usato per rivestire la superficie dello stampo per facilitare l'estrazione dell'oggetto stampato o evitare che aderisca allo stampo. Sono disponibili molte resine che incorporano un agente di distacco.

Agente espandente

È qualsiasi sostanza che, da sola o in combinazione con altre, è in grado di produrre una struttura cellulare in una massa plastica.

Amorfo / Semicristallino

Quando un polimero termoplastico fuso si solidifica, le catene di molecole possono combinarsi per formare strutture molecolari ordinate o cristallini. I polimeri amorfi sono polimeri che non si cristallizzano. Sono orientati in modo casuale e non presentano nessuna struttura molecolare ordinata. Le resine amorfe sono composte di catene di una certa lunghezza (di alto peso molecolare) e intrecci fisici che danno integrità strutturale. La struttura "assomiglia agli spaghetti". Un polimero cristallino ha una catena polimerica che presenta una struttura molecolare ordinata: regioni cristalline circondate da regioni amorfe. Il termine "cristallino" è errato, poiché i materiali polimerici cristallini sono solo "semicristallini" in natura. La struttura cristallina non è diffusa in tutto il polimero: ci sono regioni con struttura molecolare ordinata e anche regioni non ordinate

Aromatici

Larga classe di composti chimici, la cui struttura molecolare comprende uno o più anelli di atomi di carbonio con sistemi di elettroni delocalizzati. Gli aromatici sono presenti in natura nei greggi petroliferi e per distillazione passano in quantità variabili nelle varie frazioni (benzine, gasoli, etc.). Alcuni aromatici sono tossici o sospettati tali (es. benzene).

ASA

Copolimero acrilonitrile-stirene-acrilestere

ASTM

È l'acronimo di American Society for Testing Materials. Trattasi di una organizzazione scientifica costituitasi nel 1988 per lo sviluppo di norme relative alle caratteristiche e alle prestazioni di materiali, prodotti, sistemi e servizi.

Autoestinguenza

Caratteristica di un materiale di non continuare a bruciare quando, in condizioni di prova specificate, viene rimossa la sorgente esterna di ignizione.

Autoestinguenza secondo UL 94

Le prove secondo la Underwriters Laboratories Americana sono le più usate per determinare l'infiammabilità di un polimero plastico. E' necessario specificare se il materiale plastico è addizionato di ritardante di fiamma o halogen free.
La prova HB determina la infiammabilità di un polimero.
La prova V.0, V.1, V. 2 determina il grado di autoestinguenza del materiale.

UL 94 HB:

Consiste nel misurare il tempo in cui il provino di materiale plastico dello spessore indicato, montato orizzontalemente, continua a bruciare dopo che sia stato investito dalla fiamma di un Bunsen per 30 sec.
Secondo la UL 94 HB ( Horizontal Burning ) il materiale è classificato HB quando il provino con spessore 3 mm brucia ad una velocità massima di 76 mm/minuto.

UL 94 V.0 , V.1 , V.2:

La prova consiste nel misurare il tempo in cui il provino di materiale plastico montato verticalmente di spessore specificato (3-6 mm ) continua a bruciare dopo che sia stato investito dalla fiamma di un Bunsen per 10 sec. Secondo la UL 94 ( Vertical Burning ):

Il materiale è classificato V.0 quando la fiamma si estingue entro 10 secondi.

Il materiale è classificato V.1 quando la fiamma si estingue entro 30 secondi senza gocciolamento.

Il materiale è classificato V.2 quando la fiamma si estingue entro 30 secondi con gocciolamento.

BGA

Acronimo di Bundes Gesundheits Amt, ente normativo tedesco che regolamenta l'uso sicuro dei materiali plastici per quanto riguarda la lavorazione, l'imballo, il trasporto e la possibilità di uso come contenitori di alimenti.

Biodegradabilità

Attitudine di una sostanza organica a decomporsi per azione di processi biologici, con velocità e completezza variabili. Nel contesto della detergenza, con il termine biodegradazione si intende la decomposizione degli ingredienti organici presenti in un formulato mediante l'azione di batteri presenti nei sistemi di trattamento acque, nelle acque superficiali, oppure nel terreno. Poiché i tensioattivi rappresentano la parte preponderante di materiale organico nei detersivi, la loro biodegradazione diventa di massimo interesse. I tensioattivi usati oggigiorno nei detersivi di uso domestico presentano tutti una biodegradazione veloce, paragonabile a quella del sapone.

Brillantezza

È il grado con cui una superficie approssima la perfetta levigatezza ottica nella sua capacità di riflettere la luce. È una misura della "lucentezza" della superficie di un materiale.

BSI

Acronimo di British Standard Institute

Butadiene

E' il primo componente della serie dei dieni, idrocarburi con due doppi legami. L'isomero 1,3 ha formula chimica CH2=CH-CH= CH2 e si ricava dal cracking del petrolio. Viene utilizzato come monomero per produrre il polibutadiene e come comonomero per la produzione di diversi altri elastomeri come ad esempio le gomme Stirene Butadiene o copolimeri, come l'ABS (Acrilonitrile-Butadiene-Stirene).

Calorimetria

Insieme delle tecniche sperimentali in grado di evidenziare trasformazioni fisiche o reazioni chimiche di un materiale, attraverso la determinazione della quantità di calore assorbito o ceduto dallo stesso durante un trattamento termico controllato

Canadian Standard Association

È l'ente canadese che classifica i materiali plastici in base agli standard CSA.

Caprolattame

Prodotto intermedio a base di carbonio, ossigeno e azoto. Esso si ottiene partendo da cicloesanone (o toluene), ammoniaca e acido solforico. E' usato nella produzione di fibre sintetiche (poliammidiche) e di polimeri.

Carica

Si intende una sostanza relativamente inerte aggiunta al composto plastico per ridurne il costo o migliorarne le proprietà fisiche, in particolare la durezza, la rigidità e la resistenza all'impatto.

Carico di rottura

È la massima sollecitazione per unità di superficie che un materiale può sopportare quando è soggetto ad una prova di compressione, trazione, flessione o taglio.

Carta Gialla

Certificato rilasciato dai laboratori UL attestante il grado di autoestinguenza di un prodotto

Ciclo di stampaggio

È il tempo richiesto dall'intera sequenza delle operazioni su una pressa ad iniezione per la produzione di un insieme di oggetti stampati.

Coefficiente di dilatazione

Coefficiente che esprime la variazione dimensionale che si verifica in un materiale in corrispondenza di una variazione unitaria di temperatura. Può essere considerata sia la variazione di volume sia quella di lunghezza.

Coefficiente di espansione termica (CTE)

Trattasi della misura dell'allungamento (o dell'accorciamento dopo il raffreddamento) di un materiale in base alla sua lunghezza originale e alla differenza di temperatura cui è esposto.

Colorante

Sostanza che si fissa stabilmente, attraverso un legame chimico o per assorbimento fisico, ad un materiale, conferendogli una colorazione diversa da quella originaria. Si distingue per questo da un pigmento, che è una sostanza colorata semplicemente dispersa nella massa che si vuole colorare.

Compounding

E' l'operazione in cui un polimero viene mescolato con altre sostanze per trarne un materiale con le caratteristiche desiderate. Il compounding può essere fatto in estrusore o in opportuni miscelatori.

Condizionamento

Consiste nel sottoporre un materiale a condizioni ambientali standard e/o a sollecitazioni ripetute prima della prova.

Conducibilità termica

È la misura della capacità di un materiale di condurre il calore in lunghezza o attraverso il suo spessore. Il materiale conduce tanto meglio il calore quanto più il valore del coefficiente è elevato: un materiale con un basso valore di conducibilità termica funziona come un isolante.

Conduttività

Trattasi della capacità di un materiale a mantenere un flusso di elettroni, quindi di trasportare corrente.

Contropressione

Termine usato per indicare la pressione idraulica applicata che serve a gestire la qualità e la quantità di materiale da iniettare. Nello stampaggio, la contropressione aumenta la temperatura della massa fusa e contribuisce a migliorare la miscelazione dei colori e l'omogeneità del materiale.

Copolimeri

Polimeri contenenti nella catena più di un tipo di monomero; ne possono esistere diversi tipi a seconda del processo di ottenimento: a blocchi, ad innesto, random, alternati.

Deformazione elastica

Deformazione reversibile, cioè senza un allontanamento permanente degli atomi (o delle molecole) dalla loro reciproca posizione iniziale. La deformazione risulta proporzionale al carico applicato (legge di Hooke) secondo una costante di proporzionalità rappresentata dal modulo elastico del materiale in esame.

Deformazione plastica

Deformazione permanente provocata dallo spostamento di atomi (o molecole) in posizioni reciproche diverse da quelle iniziali. Ciò avviene quando i materiali vengono sottoposti a carichi superiori a quello di snervamento e la deformazione non è proporzionale al carico applicato.

Densità

Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l'acqua pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari recipienti detti picnometri.

DIN

È l'acronimo di Deutsches Institut fur Normung, ente normativo industriale tedesco.

Durezza

Proprietà dei materiali solidi, collegata alla forza dei legami interatomici o intermolecolari. Si esprime in termini di resistenza che il materiale oppone alla penetrazione.

Durometro

È uno strumento usato per misurare la durezza di un materiale.

Elastomero

Un elastomero è un polimero che, da solo o opportunamente trasformato (mescolato con vari ingredienti e reticolato), presenta, nelle condizioni di utilizzo, proprietà elastiche per cui, se sottoposto a forze di trazione, raggiunge allungamenti elevati (diverse volte la propria lunghezza) e, rimuovendo la sollecitazione, recupera sostanzialmente e in tempi brevi le dimensioni iniziali. Esistono elastomeri naturali ed elastomeri sintetici. La classe degli elastomeri comprende elastomeri reticolabili (che presentano le caratteristiche elastiche solo dopo il processo di reticolazione) ed elastomeri termoplastici. Questi ultimi sono polimeri che, da soli o in mescolanza, senza richiedere reticolazione, presentano alla temperatura di servizio proprietà simili a quelle di un elastomero vulcanizzato, mentre ad alta temperatura (durante la lavorazione) si comportano come un fuso e sono quindi lavorabili con le tecnologie delle materie plastiche. Vi sono molte famiglie di elastomeri sintetici. Tra le più importanti sono il polibutadiene (BR), le gomme stirene-butadiene (SBR), le gomme etilene propilene (EPR), le gomme etilene, propilene, diene (EPDM), le gomme nitriliche (NBR) le gomme acriliche (ACM) e quelle a base di isobutilene e isoprene (IIR).

EP(D)M

Gomme a base di co- o terpolimeri di etilene-propilene-(diene) ottenuti per polimerizzazione in soluzione o in sospensione con catalizzatori Ziegler-Natta. Le proprietà finali dipendono dal contenuto relativo di propilene/etilene e dal tipo/contenuto di diene. Sono caratterizzati da un'elevata resistenza all'invecchiamento a seguito dell'azione degli agenti atmosferici. Principali applicazioni nell'edilizia, cavi, componenti auto, articoli tecnici.

Essiccazione

È il processo di asportazione dell'umidità dai granuli di resina esponendoli per un certo tempo ad una certa temperatura. Tutti i materiali igroscopici devono essere essiccati prima dello stampaggio.

Estrusione

E' l'operazione di compattamento e fusione (o rammollimento) di un materiale plastico, seguita dalla forzatura del materiale stesso in modo continuo attraverso un orifizio, per mezzo di viti elicoidali.Le attrezzature adatte allo scopo (estrusori) sono tra le più usate nell'industria delle materie plastiche, sia all'uscita dei reattori di polimerizzazione dove il polimero, generalmente in polvere, è trasformato in granuli (chips), sia per la successiva trasformazione dei granuli in fili, lastre, film, etc. L'estrusione è anche utilizzata per mescolare intimamente alla massa del polimero gli additivi o il secondo componente di un blend ed eventualmente per far avvenire reazioni chimiche (estrusione reattiva).

EVA

Copolimero di etilene-vinilacetato

Fatica

Cedimento delle proprietà meccaniche dopo ripetute applicazioni di una sollecitazione. La prova a fatica dà informazioni sulla capacità del materiale di resistere allo sviluppo di cracks.

FDA

È l'acronimo di Food and Drug Administration, l'agenzia degli Stati Uniti che opera nell'ambito del Department of Health, Education and Welfare e che si occupa della sicurezza dei prodotti sul mercato ad uso dei consumatori.

Film

Una notevole percentuale delle materie plastiche prodotte nel mondo sono trasformate in film, cioè in fogli di spessore non superiore a 200 µm. I film vengono utilizzati principalmente nel settore dell'imballaggio dove, a seconda dei casi, è richiesta resistenza meccanica, trasparenza, impermeabilità ai liquidi e/o ai gas. Durante la fabbricazione, le catene di polimero subiscono un processo di orientamento in direzione longitudinale e spesso anche trasversale (film orientati e biorientati), che influisce profondamente sulle proprietà meccaniche del film nelle varie direzioni. L'impermeabilità è particolarmente importante nel caso dell'imballaggio alimentare, dove è necessario assicurare freschezza e igienicità. Se non è possibile ottenere tutte le proprietà volute con un solo materiale, sono state sviluppate tecniche di fabbricazione di materiali multistrato come la coestrusione o la laminazione. Applicazioni più pregiate di film polimerici sono nel campo dei supporti per registrazione ottica e magnetica e nella componentistica elettronica. In questo caso è molto importante la stabilità dimensionale.

Fluidità

È l'attitudine di una resina fusa di spostarsi o di muoversi durante l'iniezione. La fluidità può essere influenzata da temperatura, caratteristiche del pezzo, condizioni del processo di trasformazione e realizzazione delle macchine.

HD PE

High Density PolyEthylene (Polietilene Alta Densità).
Vedi Polietilene.

Igroscopico

Capace di assimilare l'umidità. Tutte le resine igroscopiche devono essere essiccate prima di venire lavorate.

Indice di fluidità

È la quantità di una resina termoplastica, misurata in grammi, che può essere spinta in dieci minuti sotto una forza prestabilita attraverso un foro prestabilito. (ASTM D-1238).

Indice di ossigeno

È una prova di infiammabilità basata sul principio che per mantenere la combustione di un provino dopo che è stato acceso occorre una certa concentrazione volumetrica di ossigeno.

Indice di rifrazione

È la deviazione causata dal materiale quando un raggio di luce passa attraverso un provino trasparente.

Indice termico relativo (Relative Thermal Index - RTI)

È la temperatura di funzionamento continuo di materiali plastici usati negli impieghi elettrici, come viene provata dalla UL. È anche la massima temperatura di funzionamento alla quale le proprietà più importanti di un materiale rimangono entro limiti accettabili per lunghi periodi di tempo. La durata utile è il periodo che termina quando le proprietà del materiale si sono degradate al 50% del valore originale. Le prove dell'indice termico relativo (RTI) sono importanti se il prodotto finale deve ricevere il riconoscimento UL.

ISO e IEC

L'International Standards Organization è una federazione mondiale di enti normativi nazionali. L'ISO collabora strettamente con l'IEC, l'International Electrotechnical Commission, su tutte le questioni attinenti la standardizzazione nel campo dell'elettrotecnica. Il segretariato dell'ISO si trova a Ginevra, in Svizzera.

Joule

Il joule (J) è una unità di misura dell'energia nel sistema SI. Un joule è il lavoro compiuto quando il punto di applicazione di 1 newton si sposta di 1 metro nella direzione di applicazione della forza .184 J = 1 cal.

LCP

Polimeri a cristalli liquidi

LD PE

Low Density PolyEtylene (Polietilene Bassa Densità). Vedi Polietilene.

LLD PE

Linear Low Density PolyEtylene (Polietilene Lineare).
Vedi Polietilene.

Materie Plastiche

Composti sintetici costituiti da macromolecole.

Materozza

È il punto di passaggio tra l'ugello della macchina formatrice e lo stampo. È un canale di alimentazione cilindrico rastremato che convoglia il materiale dalla macchina alla cavità dello stampo, al sistema dei canali di alimentazione o al collettore ad alta temperatura.

MFI

Melt Flow Index (indice di fluidità)

Monomeri

Elementi di base di una materia plastica

Nervatura

È una sezione di rinforzo di un pezzo.

NSF International

The Public Health and Safety Company.

Omopolimero

I prodotti omopolimeri sono polimeri costituiti da una singola unità base (o monomero) ripetuta.

Peso molecolare

Somma dei pesi atomici di tutti gli atomi di una molecola. Nel caso di un polimero, essendo questo costituito da una miscela di macromolecole avente ognuna una differente grandezza molecolare, bisogna riferirsi al peso molecolare medio, numerale o ponderale.

Plastificante

Sostanza di bassa o trascurabile volatilità che, aggiunta ad una materia plastica, ne aumenta la deformabilità e la flessibilità. Tale effetto è dovuto alle molecole del plastificante che, introducendosi tra le macromolecole del polimero, ne facilitano la mobilità.

Poliammide PA

Le poliammidi sono tra i primi polimeri sintetici ad essere stati commercializzati. Esse sono note in una grande varietà di strutture chimiche, tutte contenenti gruppi ammidici CO-NH. Tra i prodotti di partenza più importanti ci sono il caprolattame (base della poliammide-6), l'acido adipico e l'esametilendiammina (costituenti della poliammide-6,6). Le poliammidi 6 e 6,6 sono spesso associate al marchio "nylon". Le caratteristiche dei singoli tipi di PA non differiscono molto. A secco, subito dopo la lavorazione termoplastica, sono duri e più o meno fragili. In seguito all'assorbimento di acqua dall'atmosfera o a condizionamento in acqua, essi diventano più tenaci e resistenti all'abrasione. L'assorbimento di acqua è legato ad un aumento di volume e di conseguenza anche ad un aumento delle dimensioni. Questo fattore deve essere tenuto in considerazione durante la fase di costruzione. Le PA presentano ottime caratterstiche di scorrimento ed usura: hanno buone caratteristiche di tempo di ciclo a secco, sono insensibili alle impurità e sono chimicamente resistenti.
Le PA sono resistenti ai solventi, agli oli, ai grassi, ai carburanti. Non sono resistenti a forti concentrazioni alcaline o di acidi. La superficie della PA rinforzato con fibre di vetro è meno resistente agli agenti atmosferici, e, nel caso di esposizione per più anni si può verificare l'erosione della superficie.

Policarbonato PC

I policarbonati sono poliesteri dell'acido carbonico e si ottengono per condensazione tra un derivato dell'acido carbonico e un diidrossido aromatico. I policarbonati hanno ottime proprietà meccaniche ed ottiche, per cui hanno trovato vasta applicazione in sostituzione del vetro (finestrature, fari di autoveicoli, etc.).
Il PC non rinforzato è trasparente, di superficie molto lucida e può essere colorato in tutti i colori o con qualsiasi con qualsiasi intensità di colore. Nell'intervallo termico da -150 a 135°C il PC è resistentre agli urti e presenta rigidità e solidità elevate. Il PC è sensibile all'intaglio, con conseguente riduzione della resistenza a fatica. In caso di usura può essere impiegato limitatamente.Le buone caratteristiche elettriche non vengono influenzate dall'umidità. Il PC presenta una buona stabilità contro radiazioni forti e i manufatti di grosso spessore o con protezione UV offrono una buona resistenza agli agenti atmosferici.
La resistenza chimica è limitata. Esiste il pericolo di fessurazione sotto sforzo.

Poliestere

Sotto il nome generico di poliestere si collocano vari tipi di polimeri, destinati ad applicazioni molto diversificate. Una prima distinzione va fatta tra poliesteri termoplastici e termoindurenti. Tra i poliesteri termoplastici, i più diffusi sono il polietilene tereftalato) (PET) e il polibutilene tereftalato) (PBT). PET e PBT sono prodotti per policondensazione allo stato fuso, a partire da acido tereftalico o dimetiltereftalato e glicole etilenico o butilenico, con evoluzione di acqua o metanolo. Le diverse applicazioni richiedono pesi molecolari specifici e l'eventuale impiego di comonomeri.

Polietilene PE

E' la materia plastica più diffusa nel mondo. Si ottiene dalla polimerizzazione dell'etilene che industrialmente è effettuata con due processi principali: radicalico e catalitico, chiamato anche Ziegler-Natta. Nel primo caso si ottiene un polimero con una rimarchevole quantità di catene laterali che, impedendo un loro impacchettamento ordinato, ne abbassano la densità, per cui il prodotto viene chiamato LDPE (Low Density PolyEthylene). Con i processi basati sulla catalisi Ziegler-Natta si ottiene invece un polimero altamente lineare e denso, ad elevata cristallinità, chiamato HDPE (High Density PolyEthylene). E' possibile ottenere del polietilene lineare, ma a bassa densità, LLDPE (Linear Low Density PE), se nel processo di polimerizzazione sono presenti opportuni comonomeri (tipo butene-1, esene-1 e ottene-1) che si dispongono come catene laterali corte lungo la catena principale del polietilene, impedendo quindi un impacchettamento denso delle catene stesse. Gli impieghi principali sono per HDPE: articoli tecnici, contenitori, fibre e tubi; per LDPE: film, ricopertura cavi; per LLDPE: film e sacchetti.

Polimeri

Catene lunghe formate da monomeri, più o meno reticolate fra loro.

Poliolefine

Tutti i polimeri composti da idrocarburi con formula Cn H2n con doppio legame vengono definiti con il termine collettivo di Poliolefine. A questo gruppo appartengono il Polietilene (PE) e il Polipropilene (PP).

Polipropilene omopolimero PP -(H)

Il PP viene prodotto mediante la polimerizzazione del polipropilene. Si tratta di un materiale termoplastico semicristallino come il PE, però è più resistente e rigido e fonde ad una temperatura più elevata pur essendo di densità inferiore (0,905 - 0,915 g/cm³).

Polistirolo Antiurto PS-HI

Il PS HI si ottiene dai polimeri aggraffati con gomma sintetica stirolo butadiene (BR, SBR). La rigidità e solidità di questi prodotti risultano ridotte, la resilienza (soprattutto a basse temperature) e la stabilità alla formazione di incrinature invece sono migliori. Sono disponibili formulazioni opache e trasparenti.

Polistirolo PS CRI

Il Polistirolo è un materiale termoplastico amorfo e trasparente. La polimerizzazione può essere effettuata con il metodo in sospensione, in perle od in massa. È uno dei materiali plastici più importanti nella produzione di beni di largo consumo e relativamente convenienti dal punto di vista del prezzo.
L'omopolimero PS è trasparente e molto lucido. In particolare i tipi molto scorrevoli sono rigidi e duri, ma anche piuttosto soggetti a rotture. Il loro impiego per sollecitazioni dinamiche è limitato. La resistenza alla corrosione ed all'usura e l'assorbimento d'acqua sono ridotti: la stabilità dimensionale è elevata. Le temperature massime di impiego per brevi periodi vanno da 75 a 90 °C, quelle per periodi lunghi da 60 a 80 °C. Presenta ottime caratteristiche dielettriche ed elettriche. Elevata è la tendenza alla fessurazione sotto sforzo.

Resina Acetalica POM (Poliossimetilene)

Le Resine Acetaliche sono materie termoplastiche parzialmente cristalline, che si formano durante la omopolimerizzazione (POM-H) o copolimerizzazione (POM-R) della formaldeide. I copolimeri sono più resistenti agli alcali ed all'acqua calda degli omopolimeri.
I POM sono caratterizzati da un'ottima rigidità e resistenza e presentano un'ottima stabilità dimensionale. Elevata durezza di superficie e basso coefficiente di attrito gli conferiscono un ottimo comportamento di scorrimento e di resistenza all'usura. Sia gli omopolimeri che i copolimeri vengono attaccati dagli acidi forti (pH4) e agenti ossidanti: entrambi non sono solubili e difficilmente rigonfiano in tutti i tipi di solventi organici in uso, anche carburanti e oli minerali.
Il POM è particolarmente adatto a sostituire parti metalliche di precisione per uso tecnico, per esempio rotismi, leve, cuscinetti, viti, bobine: parti per macchine tessili, raccorderie per tubi, componenti di pompe per l'acqua calda e carburanti.

Ritiro allo stampaggio

Si definisce "ritiro allo stampaggio" la differenza di dimensioni tra lo stampo e la parte stampata.

Rockwell

La durezza Rockwell è la resistenza di un materiale alla penetrazione di una sfera di acciaio di caratteristiche prestabilite. Esistono tre scale (R, L e M) con sfere di differente diametro e differenti livelli di carico per la prova di materiali di diversa durezza.

SAN

Copolimero Stirene-Acrilonitrile

SBR

Gomma Stirene-Butadiene

Scheda tecnica

Documento informativo che riepiloga le caratteristiche, il comportamento ed i criteri di utilizzazione di un materiale o un prodotto.

Schede tecniche sulla sicurezza dei materiali (MSDS)

Documenti relativi alla tossicità o ai pericoli associati al contatto con alcune sostanze. Sono redatti dal produttore del materiale plastico.

Specifiche di prodotto

Documento che riepiloga le caratteristiche di un prodotto specificandone i suoi parametri fondamentali ed il loro campo di variazione.

SRF

Acronimo di Service de la Repression des Fraudes, ente normativo francese che regolamenta l'uso sicuro dei materiali plastici per quanto riguarda la lavorazione, l'imballo, il trasporto e la possibilità di uso come contenitori di alimenti.

Stabilità dimensionale

È la capacità di un materiale a mantenere forma e dimensioni nelle reali condizioni di temperatura, umidità, ecc.

Stabilità termica

Trattasi della proprietà di un materiale di resistere alla degradazione sotto l'azione del calore.

Stampaggio ad iniezione

È il metodo per la produzione di oggetti da una plastica granulare o in polvere, nella maggior parte dei casi di tipo termoplastico, in cui il materiale da una tramoggia passa ad una camera riscaldata in cui rammollisce. Successivamente viene spinto in uno stampo da un pistone o da una vite. La pressione viene mantenuta fino a che la massa non si è indurita abbastanza da essere estratta dallo stampo.

Talco (carica)

È una delle cariche più comunemente usate nel Polipropilene. Migliora la rigidità, la stabilità dimensionale, la resistenza al calore ed il comportamento di scorrimento. Inoltre funge da agente nucleante. Gli svantaggi ad esso legati sono una diminuzione della resistenza agli urti a basse temperature, la diminuzione della saldabilità e della resistenza all'ossidazione a temperature elevate e la formazione di superfici più opache.

Temperatura dello stampo

È la temperatura a cui viene mantenuto lo stampo. Spesso il vantaggio più importante che si ha aumentando la temperatura dello stampo è una velocità di iniezione inferiore senza che la plastica si raffreddi troppo.

Temperatura di fusione

Temperatura alla quale i movimenti delle molecole diventano tali da permettere alle stesse di scorrere le une sulle altre provocando il passaggio dallo stato solido a quello liquido.

Temperatura di rammollimento Vicat

La temperatura di rammollimento Vicat è una misura della temperatura alla quale la plastica inizia a rammollirsi in particolari condizioni di prova definite nella norma ISO 306. Viene determinata mediante un penetratore standard (un ago con punta piatta e sezione circolare di 1 mm2) che penetra nella superficie di un provino sotto un carico prestabilito. La temperatura in corrispondenza della quale si verifica una penetrazione di 1 mm è chiamata VST ed è espressa in °C. Il Vicat dà una indicazione della capacità del materiale di sopportare un contatto limitato e per breve tempo con un oggetto riscaldato. È utile solo a scopo di confronto.

Temperatura di uso continuo

È una prova studiata dall'UL per stabilire le proprietà a lungo termine di un materiale. Dopo una esposizione a lungo termine (la durata esatta non è indicata con precisione) i materiali sono sottoposti a prova in base a tre categorie: proprietà meccaniche statiche, proprietà meccaniche dinamiche e proprietà elettriche. La temperatura di uso continuo (chiamata anche indice di temperatura) è la massima temperatura alla quale il materiale mantiene, dopo un periodo prestabilito, almeno il 50% di tutte le proprietà rilevate in prova. Non è un criterio di progettazione. Serve solo a confrontare materiali che saranno soggetti ad elevate temperature per un periodo di tempo prolungato. Una temperatura di uso continuo più alta indica in genere una migliore conservazione delle proprietà a temperature elevate. La temperatura di uso continuo è un requisito in alcune delle specifiche dell'UL, e pertanto occorre controllare l'aderenza alle specifiche. Vedere anche Indice termico relativo.

Temperatuta di transizione vetrosa

I polimeri sono caratterizzati da strutture amorfe o parzialmente cristalline dotate di una limitatissima mobilità a bassa temperatura. La crescita della temperatura provoca un aumento della possibilità di movimento delle molecole con il risultato che il polimero diventa più flessibile. La temperatura che causa questo incremento di libertà viene detta temperatura di transizione vetrosa. In termini più tecnici esprime il passaggio dallo stato vetroso a quello gommoso.

Termoindurenti

Letteralmente: materiali che induriscono quando riscaldati. In questa accezione sono compresi tutti i materiali polimerici per cui si ha una drastica variazione di peso molecolare in fase di formatura dei manufatti, generalmente con formazione di reticolazioni e ramificazioni e conseguente impossibilità di praticare ulteriori trasformazioni. Esempi tipici sono la gran parte degli elastomeri, i poliesteri insaturi, molti adesivi, le resine fenoliche, ureiche, epossidiche, etc.

Termoplastici

Letteralmente: materiali che diventano plastici, ossia deformabili, quando riscaldati. Nell'accezione comune si applica a tutti i materiali polimerici prodotti in impianto e quindi sottoposti a formatura con processi di stampaggio ad alta temperatura, senza variazioni drammatiche di peso molecolare. Per sua natura questa famiglia di materiali è riciclabile, infatti è sufficiente (salvo eventi degradativi) riportarsi alla temperatura di stampaggio per ottenere nuovi manufatti.

TPU

Poliuretano Termoplastico.

UL

UL è l'acronimo di Underwriter's Laboratories, l'Ente degli Stati Uniti che classifica i materiali plastici in base allo standard UL 94. È stato fondato nel 1894 come organizzazione indipendente senza fini di lucro per la prova della innocuità dei materiali, componenti e prodotti finiti. I riconoscimenti da parte dell'UL sono accettati e/o richiesti dalle compagnie di assicurazione e diverse agenzie federali americane. I produttori per il mercato nordamericano e mondiale devono dimostrare che i loro prodotti soddisfano i requisiti della UL.

Velocità di iniezione

Trattasi del tempo necessario a riempire la cavità dello stampo.